Problemi in adolescenza. I segnali a cui prestare attenzione.

23 marzo

Problemi in adolescenza. I segnali a cui prestare attenzione.

L'adolescenza è un periodo delicato della vita dei ragazzi poiché avvengono cambiamenti importanti a cui non si è sempre preparati. Il passaggio dall'infanzia all'età (semi-)adulta non avviene gradualmente ma con uno scossone, come un terremoto. Questo scossone genera paure e desideri spesso difficili da gestire in autonomia. 

I ragazzi si affacciano al mondo degli adulti con tante aspettative proprie e da parte dei famigliari e quando sono lì, sull'orlo di fare il grande salto possono avere paura. Paura di non farcela, paura di non essere abbastanza capaci, paura di non essere all'altezza delle aspettative, paura di fallire. 

La paura di diventare adulti, in adolescenza, può creare problemi 

La paura può essere tale da bloccare il salto o da cercare vie alternative per evitarlo o fare finta di farlo. 

Così alcuni adolescenti, preoccupati o spaventati da ciò che li aspetta, smettono di fare quello che hanno sempre fatto. Andare a scuola, studiare, uscire con gli amici, frequentare lo sport di sempre, parlare con i propri genitori, etc. A volte si chiudono in completo isolamento, non ne vogliono proprio sapere di affrontare il mondo là fuori. I genitori, di solito, si preoccupano solo quando questa chiusura riguarda la scuola ma il problema è anche altrove.  

I segnali del disagio in adolescenza  sono tanti

Sono tanti i segnali del loro disagio. I ragazzi diventano sempre più silenziosi, irritabili, strafottenti, arrabbiati con il mondo. La rabbia può essere rivolta contro se stessi manifestando comportamenti di auto-sabotaggio, per esempio smettono di studiare o di andare a scuola, si isolano dagli altri, trattano male le persone a cui vogliono bene allontanandole. Oppure manifestano comportamenti autolesivi come tagliarsi, fare uso di sostanze, smettere di mangiare, avere incidenti vari. 

La rabbia può anche essere rivolta verso gli altri. Urlano con i genitori, sono strafottenti con gli insegnanti, rompono cose, aggrediscono i coetanei e altro ancora. La rabbia verso Sé o gli altri è una delle voci del loro disagio ma non l'unica. 

La rabbia degli adolescenti è un segnale di disagio ma non l'unico

Per questo è importante fare attenzione ai segnali che gli adolescenti inviano agli adulti, segnali di vario tipo, cosicché gli adulti possano intervenire per aiutarli ad affrontare le loro difficoltà e a superarle. 

Ecco i segnali di disagio adolescenziale a cui certamente occorre fare attenzione:

- Isolamento/chiusura. In parte è funzionale alla crescita per separarsi dai genitori e differenziarsi, rafforzando la personalità. Diventa un segnale di disagio quando è eccessiva, improvvisa, in crescita o impedisce di fare qualcosa di importante.

- Rabbia. Ne ho parlato sopra, anche questa può essere funzionale in parte ma quando diventa difficile da gestire è un segnale inequivocabile di disagio.

- Interruzione parziale o totale di un'attività importante senza una motivazione apparente. Per esempio può essere giusto interrompere uno sport o un'altra attività perché si ha desiderio di dare più spazio ad altro (studio, altra attività, relazioni sociali..) ma interrompere senza una motivazione apparente può essere un segnale di disagio.

- Sbalzi d'umore frequenti o eccessivi. L'adolescente può vivere come catastrofico un determinato momento e avvilirsi oppure può esaltarsi e pensare di avere il mondo nelle sue mani. Entrambi questi eccessi hanno bisogno di essere regolati perché le emozioni intense sono faticose da gestire e possono indurre a comportamenti lesivi.

Il compito dei genitori di adolescenti in difficoltà qual è?

Questi sono alcuni dei segnali a cui prestare attenzione ma possono essercene altri. Il tuo compito di genitore non è capire se dietro un segnale c'è un disagio per quello c'è lo psicoterapeuta. Il tuo compito di genitore è accorgerti dei segnali, semplicemente vederli e riconoscerli. Una volta riconosciuti, il tuo compito continua nel cercare di aprire un dialogo con tuo figlio per parlare di quanto sta accadendo. A questo punto puoi aiutarlo offrendogli la possibilità di iniziare un percorso di psicoterapia. 

E se l'adolescente non vuole iniziare un percorso di psicoterapia? 

Se tuo figlio dimostra scarsa collaborazione o addirittura avversione al farsi aiutare puoi iniziare tu stesso, come genitore, un percorso. In questo modo si apre una possibilità di cambiamento partendo da te. Tu avrai la possibilità di portare il disagio vissuto in psicoterapia e trovare lì alcune risposte su come alleviare le tue e sue fatiche vissute. 


Se pensi che tuo figlio adolescente viva un disagio, chiamami, 

cerchiamo insieme la soluzione più adatta per arrivare ad aiutarlo. 

Il mio telefono è 349 6347184 

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Dr.Katjuscia Manganiello 

Psicologa e Psicoterapeuta a Pesaro e Online

Via XI Febbraio, 63 Pesaro 

Tel 349 6347184

  



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